PROGRAMMI DI POLITICA AMBIENTALE

Politica Regionale

10 idee per 10 principi, a cura dell’Avv. Daniele Carissimi

Garantire la tutela della qualità dell’aria attraverso la riduzione dei fattori inquinanti.

Ad oggi in diverse città vengono superati i valori-limite di determinati inquinanti atmosferici (ad es. per le polveri sottili, il biossido di azoto, l’ozono troposferico e il benzo[a]pirene).

Tali sostanze risultano non solo dannose per gli ecosistemi vegetali, ma anche per la salute delle persone e degli animali.

Ed ecco dunque come, in un’ottica di medio-lungo periodo, fondamentale appare la realizzazione di un’adeguata progettazione (e contestuale attuazione) di tutte quelle misure, volte da un lato a tutelare la qualità dell’aria e dall’altro ad adeguare l’Italia a quei livelli che gli standard nazionali ed europei ci impongono.
Questa strategia, per essere veramente efficace, necessita tuttavia di una stretta sinergia tra tutti i soggetti coinvolti: cittadini, imprese e istituzioni. Tra gli strumenti proposti, dunque, a fianco di mirate campagne di informazione dei cittadini, si pongono le azioni volte alla riqualificazione degli impianti termici, sia pubblici che privati; la previsione di forme di teleriscaldamento; la predisposizione di specifici bandi per accedere ai benefici della cosiddetta fiscalità green; nonchè i continui, costanti e frequenti monitoraggi dei fattori ambientali inquinanti.

Il tutto nella consapevolezza che, nonostante le difficoltà del cammino intrapreso, la tutela ragionata dell’ambiente rimane l’unica via.

In sostanza, si ritiene che la politica del fare nell’ambiente – ove l’innovazione tecnologica e il progresso delle imprese e dei sistemi vengono contro-bilanciati da puntuali controlli e penetranti sanzioni per i comportamenti scorretti – sia la scelta da preferire e perseguire.

L’interesse da soddisfare: tutela della qualità dell’aria.

Le azioni possibili:

  • Prevedere l’istallazione/l’adeguamento di una o più stazioni di misurazione della qualità dell’aria anche in prossimità degli impianti che producono emissioni in atmosfera, soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, ai sensi del D.Lgs 152/2006;
  • La previsione di uno strutturato Piano di riqualificazione degli impianti termici pubblici (sostituzione vecchie caldaie, etc.);
  • Investire nella rete di teleriscaldamento – e dei relativi impianti – per fornire riscaldamento e acqua calda negli edifici;
  • Mirate campagne di sensibilizzazione dei cittadini iniziando da 5 comportamenti:
    1. utilizza il trasporto pubblico o la bicicletta;
    2. spegni il motore durante le soste prolungate;
    3. riduci la temperatura del riscaldamento domestico;
    4. limita l’uso di stufe e caminetti,
    5. cura la manutenzione degli impianti di riscaldamento;
  • In ottemperanza alle previsioni di cui all’Accordo con il MATTM prevedere appositi bandi per la concessione di contributi per la rottamazione di autoveicoli inquinanti con contestuale acquisto di mezzi a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione.

Garantire un elevato stato di qualità e una maggiore fruibilità della "risorsa acqua” con azioni di valorizzazione, governance, monitoraggio e controllo.

Il raggiungimento di un elevato stato di qualità delle acque interne deve porsi come valore guida delle politiche regionali. In tale contesto, si ritiene di fondamentale importanza l’implementazione delle azioni di monitoraggio e controllo delle risorse idriche e dell’ecosistema acqua, nonché il continuo aggiornamento e miglioramento delle politiche di tutela delle acque regionali.

Anche la concreta e attiva partecipazione di tutti i soggetti che entrano in contatto con la risorsa acqua non deve essere sottovalutata.

Da un lato assume, pertanto, grande rilievo l’assunzione di comportamenti responsabili da parte di tutti i cittadini, anche con la segnalazione tempestiva alle Autorità di qualsiasi situazione reputata degna di intervento. Dall’altro, fondamentale appare la presa di coscienza – delle imprese e delle amministrazioni – dei vantaggi economici e ambientali connessi alla messa in campo di costanti e puntuali politiche di monitoraggio e intervento del bene acqua.

In tale ottica, dunque, dotarsi di strumenti volti a incentivare gli standard di efficienza e risparmio idrico nelle costruzioni civili, nonchè a prediligere forme di adattamento ai nuovi obiettivi di qualità, o ancora a gestire i sedimenti dei laghi o le problematiche connesse ai rifiuti nei corsi fluviali, appare certamente la scelta da perseguire. 

L’interesse da soddisfare: tutela della “risorsa acqua”.

Le azioni possibili:

  • Prescrizione / incentivazione di standard efficienza/risparmio idrico nelle costruzioni civili e similari (regolamenti, certificazioni, cofinanziamento, mutui agevolati);
  • Strumenti finanziari (incentivazione, mutui agevolati per interventi, cofinanziamento, ecc.) per attuazione interventi/misure di adattamento (riuso irriguo, scelte e pratiche colturali, riuso civile e industriale);
  • Riduzione delle concentrazioni di azoto e fosforo, soprattutto nelle zone con elevata  concentrazione di allevamenti intensivi (predisposizione di diete a elevata efficienza degli animali da allevamento, implementazione delle fasce tampone e dei sistemi di fitodepurazione per ridurre le perdite di nutrienti nelle acque; trasferimento di frazioni solide degli effluenti zootecnici ad aree agricole a bassa densità di allevamenti attraverso l’organizzazione di un consorzio per la raccolta e il trasporto di frazioni solide separate da effluenti zootecnici ad aziende agricole; tracciabilità della gestione dell’azoto);
  • Strumenti software gratuiti e open source per la gestione della risorsa idrica;
  • Strategia per la gestione dei sedimenti dei laghi;
  • Azioni di sensibilizzazione dei cittadini al risparmio idrico;
  • Sistemi sperimentali di dighe mobili dislocate lungo i corsi fluviali in grado di bloccare plastiche e microplastiche.

Riduzione dei rifiuti con le 4 R dell’economia circolare: Ridurre, Riusare, Riciclare e Recuperare.

Per raggiungere l’utopia di una società a rifiuti zero adottare un comportamento rispettoso della legge non basta.

Per ottenere la minimizzazione della produzione di rifiuti e la loro efficiente gestione, occorre infatti privilegiare tutte quelle iniziative volte al riuso, riciclaggio e recupero dei rifiuti, contemporaneamente disincentivando in ogni modo il ricorso allo smaltimento in discarica.

In tale ottica, di fondamentale importanza appare allora non solo il potenziamento dei circuiti della raccolta differenziata ma anche il calcolo della quota variabile della TARI rapportato alla quantità effettiva di rifiuti prodotti da ciascuna utenza (specificata per kg), il coinvolgimento della Grande Distribuzione nell’uso di imballaggi ecologici e riutilizzabili o nella gestione delle eccedenze alimentari; nonché una gestione più efficiente di quei residui che impediscono uno sviluppo sostenibile del territorio (es. delle sabbie e terre di dragaggio, che impedendo la fuoriuscita nel lago delle imbarcazioni non solo creano il problema della loro gestione ma anche una penalizzazione economico-turistico-recettiva del territorio).

Il tutto accompagnato da mirate campagne di informazione ai cittadini sui comportamenti ambientalmente virtuosi e da incentivazioni fiscali alle imprese che adottano soluzioni green, perché ciascuno, per quanto di propria competenza, possa giocare un ruolo in questo progetto più grande.

L’interesse da soddisfare: riduzione della quantità di rifiuti prodotti e miglioramento della loro gestione.

Le azioni possibili:

  • Coinvolgimento della grande distribuzione e degli esercizi commerciali più piccoli nell’uso di packaging ecologici e riutilizzabili per i prodotti;
  • Coinvolgimento della grande distribuzione per la previsione, realizzazione e pubblicizzazione dei primi supermercati senza imballaggi;
  • Consegna latte a domicilio in bottiglie di vetro;
  • Puntare sulla sostituzione dello scambio dei documenti con lo scambio dei dati;
  • Acqua alla spina nelle scuole;
  • Distribuzione nelle università di borracce in acciaio per la riduzione della plastica;
  • Mirate campagne di sensibilizzazione dei cittadini;
  • Schema Infinitum per il riciclo della plastica. Lo Schema Infinitum si basa sul concetto di prestito; quando il consumatore acquista una bottiglia di plastica gli viene addebitata una tassa extra pari a qualche centesimo. La tassa può poi essere restituita utilizzando delle macchine che raccolgono le bottiglie o riutilizzare la somma in negozi o stazioni per la benzina grazie a un sistema di credito in contanti o da spendere nei punti convenzionati. I proprietari dei negozi stessi ricevono a loro volta una piccola tassa per ogni bottiglia di plastica che riciclano, generando un aumento delle vendite nei loro locali considerevole;
  • Mezzi elettrici per la raccolta dei rifiuti;
  • Gestione più efficiente delle sabbie e terre di dragaggio.

Garantire una più veloce crescita economica con la bonifica e il riutilizzo diretto dei territori sanati.

La crescita economica passa anche attraverso la capacità di risanare e mettere in sicurezza il territorio.

Di qui l’importanza di prevedere – a fianco delle attività di coordinamento e indirizzo degli Enti Locali per ottimizzare le procedure di bonifica; di ottenimento di finanziamenti (anche europei) per la bonifica e di redazione di atti di indirizzo (come le Linee Guida per la bonifica) – piani di rilancio dell’attività economica/produttiva nei siti contaminati.

È fuori di dubbio, infatti, che la possibilità di un progetto di investimento futuro, non solo giustifica i costi della bonifica e ne rende maggiormente certa la sua attuazione (con beneficio per la salute tutta dei cittadini), ma valorizza altresì le risorse del territorio e del lavoro. E così, rilevato che la maggiore criticità che costituisce un freno alle attività di bonifica, è proprio l’attuale scissione tra la fase della bonifica da quella dell’investimento e dello sviluppo futuro, si ritiene prioritario rivolgere l’attenzione a tali criticità.

Certi che la semplificazione dei procedimenti e il certo riutilizzo dei territori sia la ricetta giusta per fare presto e bene, per dare nuova vita ai territori recuperati.

L’interesse da soddisfare: tutela del territorio e risanamento dei siti inquinati.

Le azioni possibili:

  • Prevedere interventi pubblici di sostegno alle opere di bonifica (nelle diverse forme dei contributi; agevolazioni fiscali; finanziamenti agevolati; partecipazioni al capitale di rischio; prestazioni in garanzia); 
  • Attivare canali di finanziamento provenienti dai fondi europei per le ipotesi in cui la bonifica dei siti venga attuata dai soggetti non responsabili della contaminazione o con interventi strutturati e coordinati a livello pubblico, finalizzati a garantire la salute e la sicurezza ambientale per l’area interessata;
  • Uniformare, nel territorio regionale, il comportamento degli enti coinvolti nei procedimenti di bonifica anche attraverso Tavoli Tecnici o momenti stabili di confronto;
  • Nel caso di cessioni dei siti oggetto di bonifica, favorire la voltura dei decreti autorizzativi, modulando il mantenimento delle posizioni di garanzia in capo al cedente (a seconda che sia o meno il responsabile della contaminazione, nonché in funzione dello stato di avanzamento degli interventi);
  • Privilegiare soluzioni di approccio a più livelli, ossia di metodi di analisi a livelli sempre più approfonditi, che permettono  di formulare delle valutazioni per il grado di dettaglio desiderato o necessario (ottimizzando così l’uso delle risorse a disposizione e quindi evitando indagini e analisi eccessivamente approfondite, laddove non ne venga dimostrata in precedenza la necessità).
  • Promuovere la gestione sostenibile dei rifiuti prodotti nel corso degli interventi di bonifica;
  • Promuovere attività di ricerca, procedure e progetti comunitari per la sperimentazione di nuove tecnologie;
  • Incentivare tecniche di bonifica a basso impatto ambientale attraverso l’inserimento di criteri premianti nelle procedure di aggiudicazione;
  • Sviluppare un sistema informativo georeferenziato al fine di rendere accessibili ai cittadini le informazioni sulla situazione ambientale dei siti oggetto di intervento, con riferimento alle matrici ambientali suolo, sottosuolo e acque di falda attraverso la pubblicazione di mappe e grafici che ne riassumono i contenuti;
  • Uniformare con modelli standard i progetti di bonifiche, a valle della promozione di specifici accordi con le amministrazioni e le imprese interessate.

Raggiungimento dell’autosufficienza energetica con il sempre maggiore ricorso alle energie alternative e all’innovazione tecnologica.

Il raggiungimento di una situazione di autosufficienza energetica regionale si presenta sempre di più come obiettivo cui dover tendere. In quest’ottica, fondamentale appare investire nelle energie rinnovabili, previa valutazione  dell’impatto ambientale dei relativi progetti (ad esempio di un impianto fotovoltaico o di un impianto per la produzione di biometano).

Nello specifico, indispensabile appare incentivare il più possibile il ricorso delle aziende a tali forme di energia alternativa, anche da un punto di vista burocratico-autorizzativo, snellendo per quanto possibile il relativo iter.

Nel contesto delle energie alternativa, non è poi da escludere la valutazione relativa ai costi/benefici degli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti regionali e delle politiche incentrate sul waste to energy.

A una politica energetica regionale attenta allo sviluppo e alla valorizzazione delle risorse rinnovabili devono dunque accostarsi soluzioni di miglioramento della governance e incentivi alla ricerca e all’innovazione tecnologica. Tali obiettivi tuttavia, al fine di risultare efficaci e andare nella direzione di una sempre più reale autosufficienza energetica, non possono che passare attraverso una seria cooperazione tra istituzioni e cittadini per contribuire insieme allo sviluppo del territorio regionale sostenendo e promuovendo la filiera energetica.

L’interesse da soddisfare: limitazione della dipendenza energetica da fonti esterne al territorio regionale.

Le azioni possibili:

  • Recuperare l’energia non valorizzata prodotta dal calore residuo di molti processi industriali;
  • Sfruttamento delle potenzialità delle biomasse solide (es. legno dei parchi) per produrre energia e costituzione del relativo gestionale;
  • Programma di incentivazione degli audit energetici nelle PMI;
  • Produzione energia idroelettrica (es. dalla cascata delle Marmore);
  • Programmi di sensibilizzazione per il ricorso ai termovalorizzatori (come fonte per scaldare tutta città, es. caso Brescia);
  • Adeguamento alle best practice dei termovalorizzatori esistenti;
  • Valorizzazione del ricorso al CSS in cementifici e impianti termici;
  • Valorizzazione e creazione di impianti di biometano (da FORSU ma anche da acque reflue);
  • Linee guida regionali per armonizzare l’esercizio delle funzioni amministrative per autorizzare gli impianti di produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili;
  • Introdurre un sistema di trasformazione e smaltimento delle deiezioni dei cani attraverso la conversione in biogas, energia termica ed elettrica e fertilizzanti agricoli.

Riduzione dell’inquinamento acustico con il controllo delle sorgenti di rumore e la regolazione delle relative emissioni.

Negli ultimi anni si è assistito a un crescente superamento dei valori-limite dell’inquinamento acustico, tanto che in determinate aree si parla addirittura di stress acustico (tale da influire sulle abitudini di vita degli individui, ad esempio attraverso la perdita del sonno o la creazione di un costante stato di allerta).

Al fine di evitare ulteriori ripercussioni negative sulla vita dei cittadini – ma anche della fauna locale, spesso terrorizzata dagli eccessivi livelli di rumore – occorre pensare in un’ottica di medio-lungo alla messa in opera di tutte quelle azioni volte alla riduzione delle sorgenti di rumore, ad esempio attraverso la supervisione della corretta suddivisione del territorio in aree acustiche omogenee (cosiddetta zonizzazione acustica o classificazione acustica del territorio); la predisposizione e il continuo aggiornamento di un apposito Piano di intervento per la bonifica dell’inquinamento acustico, nonché attraverso la supervisione della corretta predisposizione di barriere acustiche nelle zone maggiormente afflitte dal problema.
Un progetto così ampio, per essere davvero incisivo, deve poter contare sul contributo di tutti coloro i quali svolgono un ruolo di protagonisti o attori secondari sul palcoscenico
della nostra società.

Tra gli strumenti che possono essere messi in campo ecco allora che assumono grande rilievo i progetti di cittadinanza attiva grazie ai quali ogni cittadino comprende quali possono essere le azioni quotidiane utili per risolvere il problema dell’inquinamento acustico. D’altro canto, di non minore importanze sono le azioni di monitoraggio che possono essere compiute dalle Pubbliche Amministrazione finalizzate a una migliore conoscenza del contesto nel quale immaginare interventi infrastrutturali concreti come la predisposizione di zone urbane a basse emissioni di rumore.

L’interesse da soddisfare: riduzione della quantità di inquinamento acustico.

Le azioni possibili:

  • Coinvolgere gli Enti Locali nell’impiego di nuove pavimentazioni stradali porose a bassa emissione sonora;
  • Coinvolgere gli Enti Locali nel prevedere sistemi dinamici per rilevare in tempo reale l’impatto acustico;
  • Coinvolgere gli Enti Locali nella predisposizione di zone urbane a basse emissioni di rumore;
  • Prevedere la redazione di Linee Guida Regionali per la prevenzione dell’inquinamento acustico (ad oggi ci sono solo di ARPA-Umbria);
  • Previsioni di tavoli tecnici con i rappresentanti Enti Locali per prevedere linee di azioni comuni e condivise sull’inquinamento acustico.

Tutela dell’ambiente e rilancio di una economia sostenibile con gli appalti verdi (Green Public Procurement).

Nell’ottica di una maggior tutela ambientale, il ricorso a forme di Green Public Procurement (GPP), ossia agli appalti verdi, è sicuramente l’approccio da preferire. Con tali strumenti infatti viene veicolata la scelta, nell’affidamento dei contratti pubblici, verso quelle imprese che adottano soluzioni con il minore impatto possibile sull’ambiente, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti ambientalmente sostenibili.

La Pubblica Amministrazione è infatti il più grande consumatore delle moderne società. È pertanto subito evidente l’importanza di una politica pubblica di Acquisti Verdi.

Con il Green Public Procurement si è quindi in grado di: influenzare il mercato, le imprese e i prodotti/servizi ivi presenti, favorendo in generale la diffusione della innovazione tecnologica e in particolare il raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale; favorire l’integrazione delle considerazioni ambientali nelle altre politiche (trasporti, energia, ecc.); favorire, attraverso il proprio esempio, l’acquisizione di una maggiore consapevolezza ambientale da parte dei consumatori.

Tale politica deve pertanto essere essere eletta a faro guida delle politiche regionali, in ossequio al principio del Made in green, Made in Italy.

L’interesse da soddisfare: rilancio di un’economia sostenibile.

Le azioni possibili:

  • Costituzione di un tavolo tecnico permanente cui possono partecipare i vari enti a diverso titolo coinvolti;
  • Incontri a livello locale, di formazione e sensibilizzazione per le imprese, e le pubbliche amministrazioni;
  • Previsione di uno sportello di assistenza tecnica a disposizione delle pubbliche amministrazioni e delle imprese e di una pagina web dedicata;
  • Prevedere la nomina di un responsabile tecnico GPP;
  • Monitorare l’aggiornamento dei Piani di Azione triennale;
  • Prevedere specifiche Linee Guida Regionali GPP per rendere uniformi gli approcci e i Piani;
  • Imporre alle P.A. la redazione di Bilanci green;
  • Prevedere per i fornitori la possibilità di pre-qualificarsi come Fornitore green.

Accordi e cooperazioni con il terzo settore per incentivare il riuso, riciclo e recupero dei beni.

Nell’incentivare forme di riuso, riciclo e recupero – e quindi nell’ottica di ridurre la produzione dei rifiuti avviati a smaltimento – di fondamentale importanza è la messa in campo di iniziative e accordi quadro con gli esponenti del terzo settore (ad esempio per la valorizzazione degli indumenti usati o per dare nuova vita ai materiali ingombranti).
Iniziative di questo tipo, per essere efficaci e condurre a risultati significativi, necessitano tuttavia di una forte partecipazione e solidarietà da parte di cittadini, istituzioni, scuole, aziende pubbliche e private e associazioni affinché gli accordi e le convenzioni concluse siano realizzate concretamente.

In tal senso assumono pertanto grande valore sia le previsione di incentivi volti alla riduzione dei rifiuti, sia le campagne di sensibilizzazione dei grandi marchi volte al riciclo, ad es. di indumenti usati. Tra gli strumenti proposti, dunque, a fianco della promozione del riuso dei beni ancora utilizzabili, si pongono le sponsorizzazioni delle convenzioni con i gestori del servizio di gestione dei rifiuti e gli operatori dell’usato; la realizzazione di progetti pilota, al fine di diffondere buone pratiche di riutilizzo.

Il tutto in un’ottica di economia circolare e tutela dell’ambiente fondata sui principi di solidarietà e impegno comune.

L’interesse da soddisfare: riduzione della produzione dei rifiuti.

Le azioni possibili:

  • Promozione di protocolli di intesa, con i gestori del servizio pubblico di igiene urbana e gli esercizi commerciali, per la gestione degli ingombranti (con un particolare focus sulla distinzione bene/rifiuto);
  • Promozione di protocolli di intesa, con i gestori del servizio pubblico di igiene urbana e gli esercizi commerciali, per la gestione degli indumenti usati (con un particolare focus sulla distinzione bene/rifiuto);
  • Promozione dell’adesione alla campagna Detox, per limitare la presenza di inquinanti nelle nostre acque, derivanti dal settore della moda e dei tessili;
  • Promozione di protocolli di intesa con i gestori del servizio pubblico di igiene urbana e gli esercizi commerciali per promozione di settimane del riciclo degli indumenti usati;
  • Promozione di protocolli di intesa con i gestori del servizio pubblico e i cosiddetti svuota-soffitta per i conferimenti nei centri di raccolta. 

Attuare il principio “paga di più chi inquina di più” con il ricorso a una fiscalità green.

Per ottenere più rapidi e certi risultati, uno strumento vincente è certo quello di rimodulare la politica fiscale al principio di paga di più chi inquina di più.
Tale politica si allinea infatti alle più progressiste istanze di giustizia ed equità sociale, dal momento che premia i comportamenti ambientalmente virtuosi, laddove invece penalizza le scelte che si traducono in un maggior costo per l’ambiente.

Per essere davvero efficace, tale strategia, richiede tuttavia la predisposizione di misure trasversali, che intervengano su tutti i fattori e nei confronti di tutti i soggetti i coinvolti in un progetto dalle prospettive così ampie.
Le misure attuabili variano pertanto dalle campagne di sensibilizzazione del cittadino sugli incentivi fiscali messi in atto dalle istituzioni al fine di incoraggiare, anche nel piccolo, scelte di sviluppo sostenibile; al finanziamento delle attività di ricerca e monitoraggio funzionali alla predisposizione di soluzioni green oriented.
La realizzazione di politiche di fiscalità green deve basarsi dunque sulla partecipazione e sulla cooperazione di consumatori, taxpayers e stakeholders, in un’ottica di consumo responsabile e tutela dell’ambiente condivisa, al fine di creare un futuro fondato su concreti vantaggi per le tasche di cittadini e delle imprese. E su un ambiente migliore.

L’interesse da soddisfare: tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile

Le azioni possibili, anche attraverso accordi a monte con gli Enti territoriali interessati e i soggetti di volta in volta coinvolti:

  • Introdurre crediti di imposta per investimenti in beni e servizi green oriented e per operazioni di bonifica, adeguamento e conversione di siti contaminati al fine di agevolare la transizione verso un modello di economia circolare;
  • Individuare le distorsioni ambientali derivanti dalle agevolazioni fiscali su prodotti che causano elevate esternalità, come l’elettricità e il gas, in quanto i costi ambientali per la collettività della loro produzione e consumo erodono gli eventuali benefici sociali dell’agevolazione;
  • Predisporre ulteriori strumenti di intervento pubblico a sostegno delle attività economiche e produttive che si dimostrano green come: 
    – erogazione di risorse pubbliche senza obbligo di restituzione;
    – agevolazioni fiscali, intese come riduzioni di imposte (crediti di imposta, aliquote ridotte, esenzioni fiscali, riduzione di oneri sociali, ecc.) o differimenti di pagamenti di imposte (ammortamenti accelerati, creazioni di riserve esenti da imposte, ecc.);
    – finanziamenti agevolati, nella forma dei prestiti con obbligo di rimborso a condizioni più favorevoli di quelli di mercato;
    – partecipazioni al capitale di rischio;
    – prestazioni in garanzia, per facilitare l’accesso delle imprese al credito e ridurre problemi di razionamento o di condizioni meno favorevoli di finanziamento;
    – contributo misto, cioè una combinazione tra agevolazioni a fondo perduto e prestiti agevolati;
  • Prevedere tariffe per i servizi di trasporto pubblico che comprendano una percentuale destinata alla riduzione delle emissioni inquinanti prodotte dai veicoli impiegati per il trasporto urbano ed extraurbano;
  • Eliminare i sussidi alle fonti fossili (c.d. carbon taxes);
  • Introdurre un sistema di tassazione sull’utilizzo di imballaggi non riciclabili ovvero crediti di imposta per l’utilizzo di materiali riciclati al fine di promuovere l’economia circolare;
  • Finanziare attività di ricerca e monitoraggio al fine promuovere campagne di sensibilizzazione di consumatori, taxpayers e stakeholders in un’ottica di consumo responsabile e tutela dell’ambiente;
  • Spingere per accelerare il passaggio all’applicazione della TARIP;
  • Prevedere incentivi agli esercizi commerciali che offrono il servizio del vuoto a rendere, incoraggiando il consumatore finale a restituire, in cambio di bottiglie vuote, la cauzione versata al momento dell’acquisto;
  • Offrire decurtazioni sulla tassa rifiuti per l’acquisto di compostiere domestiche o condominiali;
  • Promuovere con gli Enti Locali la creazione di Case dell’Acqua e Case del Compost al fine di coinvolgere i cittadini nella gestione dei materiali riciclati ( es. i cittadini che scelgono di conferire la loro frazione organica presso la casa del Compost ottengono una decurtazione del 30% sull’imposta legata ai rifiuti);
  • Attivare, nei confronti dei cittadini tenuti a effettuare la raccolta differenziata, specifici strumenti economici di penalità/premialità con soglie di accesso chiare e modalità di applicazione veloci e attuabili su base temporale ridotta per rendere immediatamente percepibili i vantaggi economici di un comportamento virtuoso;
  • Innalzare i limiti qualitativi di impurità ammesse in ingresso sui flussi di rifiuti monomateriale e valorizzare le raccolte qualitativamente migliori retribuendo la sola frazione di conferimenti puri e addebitando all’utente il costo complessivo di gestione delle frazioni estranee;
  • Introdurre un meccanismo di scontistica automatica predefinita basata sui maggiori costi sostenuti in fase di riciclo;
  • Attivare apposite linee di finanziamento in favore dei Comuni per l’installazione di apparecchiature di controllo al fine di prevenire e reprimere il fenomeno dell’abbandono di rifiuti e della migrazione dei rifiuti nei comuni limitrofi.

Informare e formare i cittadini con campagne di sensibilizzazione sui temi ambientali.

L’informazione ambientale sta assumendo sempre di più un ruolo strategico. E infatti le banche dati e le pubblicazioni consultabili online sono divenuti oramai strumenti imprescindibili per diffondere la cultura ambientale.

In quest’ottica appare fondamentale promuovere iniziative di formazione e informazione, al fine di coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti nell’attuazione della propria politica ambientale. Ecco allora che, nell’era del digitale, i social network, le applicazioni, gli spazi di condivisione virtuale e la possibilità di comunicare in tempo reale e senza costi, assumono un ruolo fondamentale per creare quella sinergia e quello scambio di idee fondamentali per diffondere la conoscenza delle tematiche ambientali.

Le misure di coinvolgimento diretto degli utenti in campagne che dimostrano che, anche con un piccolo e quotidiano gesto si possono fare grandi cambiamenti, sono la linfa della nostra società.
Dalla raccolta differenziata a scuola alla scelta di una borraccia in alluminio al posto di una bottiglietta di plastica, dall’abitudine di spegnere la luce all’importanza di chiudere l’acqua del rubinetto mentre ci si lava i denti, sono questi i comportamenti virtuosi che ogni giorno rendono ciascuno, nel suo piccolo, fondamentale per la collettività e artefice del futuro del nostro pianeta.

L’interesse da soddisfare: un’esatta informazione e formazione dei cittadini, delle P.A. e dei soggetti coinvolti nella gestione delle tematiche ambientali.

Le azioni possibili:

  • Mirate campagne di sensibilizzazione dei cittadini da effettuarsi tramite TV, giornali, social network o con la creazione di apposite App.
    Le campagne devono investire sulla grafica e su di una forma di comunicazione più smart. Ad esempio:
    • Riduzione dell’inquinamento atmosferico, iniziando da 5 comportamenti:
      1. utilizza il trasporto pubblico o la bicicletta;
      2. spegni il motore durante le soste prolungate;
      3. riduci la temperatura del riscaldamento domestico;
      4. limita l’uso di stufe e caminetti in ragione dell’effetto nocivo dei caminetti e delle stufe di vecchia generazione;
      5. cura la manutenzione degli impianti di riscaldamento.
    • Miglioramento della qualità delle acque, iniziando da 5 comportamenti:
      1. chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti o ti fai lo shampoo;
      2. controlla le perdite;
      3. innaffia il giardino con intelligenza;
      4. usa lavatrice e lavastoviglie a pieno carico;
      5. per lavare i piatti o le verdure usa un contenitore.
    • Riduzione rifiuti, azioni di sensibilizzazione cittadini, iniziando da 12 comportamenti:
      1. compra oggetti resistenti, non usa e getta;
      2. preferisci i prodotti con imballaggi eco-compatibili (facili da differenziare e riciclare);
      3. acquista prodotti ricaricabili, come batterie, detersivi etc;
      4. usa i distributori alla spina (per prodotti per la casa e alimentari) che si trovano in piccoli e grandi negozi della tua zona;
      5. usa borse riutilizzabili, ceste, scatoloni o cassette per fare la spesa, evitando gli shopper usa e getta;
      6. riutilizza fogli già scritti su di un lato per ulteriori appunti e, in ufficio e a casa, non stampare un documento se non è strettamente necessario;
      7. bevi l’acqua del rubinetto o delle fontanelle pubbliche;
      8. ricarica le cartucce esaurite di stampanti e fotocopiatrici;
      9. acquista elettrodomestici con parti sostituibili;
      10. riutilizza gli scarti organici come concime per il giardino, facendo il compostaggio;
      11. passa gli abiti che non metti più in famiglia e tra gli amici, oppure portali presso le associazioni che li raccolgono;
      12. limita l’utilizzo della plastica di origine fossile.
    • Riduzione dell’inquinamento acustico, iniziando da 5 comportamenti:
      1. prediligi l’uso dei trasporti pubblici;
      2. opta per veicoli ibridi o elettrici;
      3. acquista elettrodomestici di classe A;
      4. migliora l’isolamento acustico della vostra abitazione ad esempio posizionando dei paraspifferi in corrispondenza di porte e finestre;
      5. riduci l’uso degli elettrodomestici in orari che non disturbano il riposo.
    • Risparmio energetico e autosufficienza energetica, iniziando da 5 comportamenti:
      1. spegni le luci quando non servono;
      2. non lasciare in stand-by gli apparecchi elettronici;
      3. riduci gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria ad es. utilizzando le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne;
      4. programma il termostato per abbassare la temperatura di notte o quando non c’è nessuno nell’ambiente;
      5. effettua una manutenzione e una pulizia accurata della caldaia: aiuta a mantenerne l’efficienza e la funzionalità evitando al contempo sprechi e costi maggiori.
  • Fiscalità Green, investire su campagne di sensibilizzazione rivolte a consumatori e imprese affinché vengano a conoscenza delle politiche fiscali agevolate volte a incentivare la tutela dell’ambiente e superino le difficoltà a identificare i vantaggi economici potenzialmente conseguibili.

Avvocato Ambientale

Daniele Carissimi

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