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5 Problemi Ambientali lasciati dalla sinistra in Umbria

5 Problemi Ambientali lasciati dalla sinistra in Umbria

  • a cura dell'Avv. Daniele Carissimi
  • 06 Dic 2019


L’ambiente non è di sinistra! Quante volte l’ho ripetuto durante la mia campagna elettorale? Tantissime. 

Nonostante ciò continuano a dirmi: “Non puoi dire che l’ambiente va difeso, sei di destra”. Ma che significa? 

Prima di tutto, prima della mia appartenenza politica, prima delle mie scelte professionali, sono un cittadino e come tale ho il diritto inalienabile di vivere in un ambiente sano.

L’ambiente non ha colore, non ha partito, l’ambiente è di tutti.

A chi dice che l’ambiente “è solo di sinistra” rispondo che la situazione ereditata dalla precedente Giunta Regionale (di sinistra per oltre 50 anni) è proprio disastrosa. E visto che siamo a fine anno, ed è tempo di bilanci, mi sembra il momento ideale per tracciare una linea netta dalla quale ripartire.

Ecco dunque, da un punto di vista ambientale i 5 problemi che ci ha lasciato la scorsa legislatura:

  • 1. Il sito Terni-Papigno è tra i Siti di Interesse Nazionale da bonificare dal 2001

Sapete cosa significa? Significa che il nostro territorio è talmente inquinato da diventare un “caso Nazionale”. E la bonifica – ossia il togliere la contaminazione dal suolo – deve fare i conti con un inquinamento che oramai si è stratificato, perché è tanto tempo che c’è e perché deriva da attività industriali che si sono succedute in un lungo arco di tempo.
Pensate che a Papigno solo il 2% delle falde risulta – ad oggi – bonificato, dopo oltre 18 anni!
È mancata, a monte, una progettazione seria capace di conciliare gli alti costi di bonifica, con la possibilità di un investimento futuro. La presenza di un progetto di investimento futuro giustifica i costi della bonifica e rende maggiormente certa la sua attuazione. Soluzione: incentiviamo e rendiamo più appetibile l’attività di bonifica legandola agli investimenti privati.

  • 2. Il 45% dei rifiuti prodotti finisce ancora in discarica.

Nonostante la raccolta differenziata in tutto il territorio Umbro sia superiore al 65%, (con picchi che si avvicinano addirittura al 70%, in alcune aree, come quella ternana), ancora troppi rifiuti finiscono in discarica. Una politica che punta unicamente sulla raccolta differenziata è sbagliata. Occorre coordinarla con la costruzione e autorizzazione veloce di impianti di recupero in grado di trattare i rifiuti differenziati. Ai rifiuti urbani si applicano i principi di autosufficienza e prossimità, il che significa che devono tendenzialmente essere gestiti all’interno della stessa Regione nella quale vengono prodotti. Ma come possiamo gestirli se finora sono mancate politiche di incentivo alla costruzione di impianti di recupero? Soluzione: riduciamo i rifiuti in discarica con un’attenta programmazione e con la costruzione e autorizzazione veloce degli impianti di recupero di materia.

  • 3. Tutte le discariche saranno piene entro il 2024

Un problema, questo, strettamente connesso a quello precedente. Le politiche sbagliate del passato hanno fatto si che tutte le discariche umbre arrivassero a saturazione. A breve non ci saranno più discariche in grado di accogliere i nostri rifiuti. Se non si prende posizione, subito, se non si programma il modo di ridurre la quantità dei rifiuti da smaltire in discarica, rischiamo di ritrovarci in una situazione di vera e propria “emergenza rifiuti”. Soluzione: riduciamo lo scarto che non può essere riutilizzato, limitando la quantità dei rifiuti che devono essere smaltiti in discarica.

  • 4. C’è un tasso di evasione TA.RI. altissimo, a Terni addirittura 7 milioni di euro.

Non recuperare l’evasione fiscale, significa meno soldi nelle casse della Regione, che porta a meno investimenti nell’ambiente o la necessità di dividere i pochi fondi esistenti tra le diverse esigenze (scuola, sanità, ambiente). Il recupero dell’evasione fiscale deve essere una priorità delle Istituzioni. Più fondi equivale a più interventi per l’ambiente e tutti sappiamo quanto ne abbiamo bisogno. Soluzione: recuperiamo l’evasione fiscale e impieghiamo i soldi recuperati per interventi in favore dell’ambiente.

  • 5. Terni figura tra le città più inquinate d’Italia, con 86 giorni di superamento delle soglie limite nel solo 2018.

Quello della qualità dell’aria è un problema che va affrontato nel suo insieme, nel suo sistema, con azioni volte prima di tutto a capire e isolare e quindi risolvere i fattori di questa statistica patologica fuori dalla media. La normativa di settore impone regole stringenti, che tuttavia hanno evidenziato la mancanza di dati completi, esaustivi e aggiornati. La politica non può più nascondersi sul tema della qualità dell’aria. Soluzioni: ripensamento del Piano di tutela della qualità dell’aria; azioni conoscitive del fenomeno; incentivo alle assunzioni degli organi di controllo; spostamento sede legale e direzionale di ARPA a Terni, come segnale simbolico di attenzione a un territorio tra i più martoriati da un punto di vista ambientale.

Dite ancora che l’ambiente è una cosa solo di sinistra? 

Solo i Sith ragionano di assoluti, e di proclami fatti, e io sono decisamente un Jedi. 

L’ambiente è di tutti e vi dimostrerò che cambiare in meglio non solo è possibile, ma doveroso. E dunque avanti tutta, la mia battaglia per un ambiente migliore è solo all’inizio.

Avvocato Ambientale

Daniele Carissimi

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